Opera Padre Marella

Banco Farmaceutico
sala da the solidale
Portobello l’emporio Solidale Modena
Bologna il Bar Senza Nome
Associazione Nonna Roma
La Lanterna di Diogene
Il Tortellante
PizzAut

Opera Padre Marella

padre marella

L’articolo e la fotografia, sono state prese dalla pagina di Wikipedia dedicata a Padre Marella. L’associazione Padre Marella a sede a Bologna dove porta avanti molti progetti rivolti ai più bisognosi. Per sostenere l’Opera di Padre Marella, potete consultare il sito internet: https://operapadremarella.it/padre-olinto-marella/

Olinto Giuseppe Marella nacque il 14 giugno 1882 nell’isola di Pellestrina (che gli ha dedicato un campo sportivo), secondogenito dei quattro figli di Luigi Marella (1851–1903), medico condotto e pioniere dell’elioterapia, e Carolina de’ Bei (1852–1940), di famiglia triestina e maestra. Fu lo zio — Giuseppe Marella, arciprete della parrocchia Ognissanti a Pellestrina, protonotario apostolico e cameriere segreto del papa — a prendersi cura della sua educazione. Marella ha studiato in seminario a Roma ed è stato compagno di classe di Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII. Il cardinale Aristide Cavallari lo ordinò al sacerdozio il 17 dicembre 1904 e gli fu maestro nei seminari a Chioggia. Ha insegnato studi umanistici e vari studi filosofici e teologici. Il 24 ottobre 1909 i suoi incarichi pastorali furono sospesi a divinis dal vescovo di Chioggia per avere ospitato Romolo Murri, amico dai tempi del seminario e padre del cristianesimo sociale, scomunicato in seguito alla lotta contro il modernismo condotta da Pio X.

Il video sopra è stato preso da YouTune e reallizato da Dodici Porte

Non protestò contro la decisione, sempre quell’anno inaugurò con il fratello Tullio, terziario francescano, il “Ricreatorio popolare” di Pellestrina, su progetto sempre del fratello Tullio (scomparirà nel 1913) fece anche costruire la scuola per l’infanzia “Vittorino da Feltre”. Il 13 luglio 1916 è chiamato sotto le armi nella IV Compagnia Sanità del Distretto militare di Torino con il grado di sergente, pochi mesi più tardi si laureò in filosofia a Padova iniziando, dopo il congedo nel maggio 1918, a insegnare in giro per l’Italia, da Treviso a Messina, da Padova a Palermo e Rieti. Curò anche la traduzione del libro di Giovan Battista Vico (prefazione di Carmelo Licitra) De nostri temporis studiorum ratione. Nel 1924 è a Bologna dove insegnò presso i licei Galvani e Minghetti, occupando quella cattedra sino al 1948. Nel 1925 il cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano tolse la sospensione a divinis, lo riabilitò e lo accolse nella diocesi di Bologna. Nel 1939 aprì la sua casa in via San Mamolo ad alcuni fuggiaschi ebrei, salvò dalle SS suor Caterina Elkan, ebrea prima di diventare cattolica, salvò dalla deportazione in Germania una trentina di soldati. Trasformò anche un vecchio capannone in chiesa, chiamata “cattedrale dei poveri”, dove ogni domenica celebrava messa e, se possibile, offriva anche un pasto caldo. Nel dopoguerra animò gruppi di assistenti per i baraccati del quartiere Lame e per una serie di agglomerati molto popolari (conosciuti come “le Popolarissime”), fondò le “Piccole operaie” per occuparsi del doposcuola e dell’avviamento al lavoro, nel 1948 fondò a Bologna in via Piana 106 la “Città dei Ragazzi” (poi trasferita a San Lazzaro di Savena e diffusa in quindici case in provincia) per dare un rifugio ai giovani sbandati e senza tetto. E per sostenere economicamente l’iniziativa si trasformò in mendicante. Marella usava sedersi su uno sgabello sul lato della strada nel centro storico di Bologna, all’angolo tra via Caprarie e via Drapperie (dove poi sarà realizzato un bassorilievo che lo raffigura con il cappello in mano e la lunga barba bianca) ma anche in via Orefici e via Clavature in attesa dell’uscita delle persone dagli spettacoli dei cinema e del teatro comunale. Lo faceva col bel tempo, con la pioggia, anche sotto la neve: capo chino e berretto in mano. Qualche sacerdote si oppose a quel gesto che lo faceva sembrare un barbone ma Marella continuò nell’iniziativa avendo il sostegno di papa Giovanni XXIII che lo considerava un “caro amico” e una volta offrì a suo nome un milione di lire. E proprio a Giovanni XXIII un laico e ateo come Indro Montanelli, che aveva avuto Olinto Marella come insegnante di filosofia al liceo di Rieti, si rivolse un giorno “sfrontatamente” dicendo: “Come aveva potuto la Chiesa non capire ciò che avevo capito io, laico e miscredente, che quello era un santo”.

Banco Farmaceutico

La Mission

Rispondere al bisogno farmaceutico delle persone indigenti, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che già operano contro la povertà sanitaria, testimoniando un cammino di educazione alla condivisione e alla gratuità. Banco Farmaceutico mette in relazione virtuosa differenti soggetti (enti caritativi, farmacisti, aziende farmaceutiche, aziende di logistica, volontari, cittadini) che portano il loro fattivo contributo per recuperare e distribuire gratuitamente farmaci necessari agli indigenti che non hanno la possibilità di procurarseli altrimenti.
È un cammino che arricchisce chi lo percorre ampliandone lo sguardo grazie alla condivisione di un bisogno e attraverso un gesto che si fa atto d’amore nei confronti di chi è più debole.

Ecco alcune iniziative del Banco Famaceutico, ma per conosce in modo più approfondito il “Banco Farmaceutico”, vi invito a consultare il loro sito internet:
https://www.bancofarmaceutico.org/
L’articolo sopra e sotto è stato preso dal sito internet del Banco Farmaceutico.


Giornata Raccolta Farmaco

Dal 2000, ogni anno, il secondo sabato di febbraio, migliaia di volontari di Banco Farmaceutico presidiano le farmacie che aderiscono all’iniziativa, invitando i cittadini a donare uno o più farmaci per gli enti caritativi del territorio. Ogni ente è collegato a una o più farmacie della propria provincia; il farmacista, in base alle indicazioni ricevute dagli enti, indirizza il cliente, suggerendo le categorie di farmaci di cui c’è maggiore ed effettivo bisogno. Inizialmente la GRF – che riguarda i soli farmaci senza obbligo di ricetta medica (over the counter) – si è concentrata sulle categorie più utilizzate: antinfluenzali, antinfiammatori e antipiretici.
Nel corso degli anni, la progressiva crescita quantitativa dei farmaci raccolti ha permesso a Banco Farmaceutico di dare una risposta più adeguata e puntuale al bisogno farmaceutico degli enti caritativi, arrivando a coprire quasi tutte le categorie dei prodotti “da banco”: farmaci per disturbi gastrointestinali, antimicotici topici, antibiotici, antisettici e disinfettanti, antipiretici, preparati per la tosse, antistaminici per uso orale, decongestionanti nasali, anestetici locali e altre tipologie.

Recupero farmaci validi non scaduti
Ogni anno, nelle nostre case, sono sprecate tonnellate di farmaci ancora validi. I particolari processi necessari per smaltirli (sono rifiuti speciali) provocano danni per tutta la comunità, sia in termini ambientali, sia economici. Si tratta, invece, di una risorsa che può rappresentare un bene prezioso per chi non accede alle cure per ragioni economiche.
Per questo, Banco Farmaceutico ha promosso il progetto Recupero Farmaci Validi non scaduti (RFV): all’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa, sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui ognuno, assistito dal farmacista che garantisce la correttezza dell’operazione, può donare i medicinali di cui non ha più bisogno. I farmaci donati sono consegnati agli enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico.
COSA DONARE
Possono essere recuperati farmaci non scaduti, con almeno 8 mesi di validità, correttamente conservati nella loro confezione primaria e secondaria originale integra.
COSA NON DONARE
Sono esclusi i farmaci che appartengono alle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope, farmaci da conservare in frigorifero e farmaci ospedalieri.
In 20 anni la Giornata di Raccolta del Farmaco ha raccolto oltre 5.600.000 farmaci, per un controvalore commerciale di circa 34 milioni di euro. L’ultima edizione, che in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico è durata una settimana (dal 4 al 10 febbraio 2020), ha visto il coinvolgimento di 4.944 farmacie e oltre 22.000 volontari; dei 541.075 farmaci raccolti hanno beneficiato oltre 473.000 persone assistite dai 1.859 Enti convenzionati con Banco Farmaceutico.

Sempre accedendo al sito internet del Banco Farmaceutico: https://www.bancofarmaceutico.org/
Si possono fare donazioni in denaro, anche piccole somme.

Da Tè sala da the solidale


Il video preso da TouTube, è stato realizzato dal Sig: Matteo Troia

A Cento in provincia di Ferrara, c’è un luogo molto bello! Sto scrivendo della sala da Té, si.. proprio scritto così. Una sala da The dove gustare tantissime varietà di questa bevanda calda. Ora leggendo queste poche righe penserete che non è una novità…c’è ne sono molte altre in Italia. Ma questa a Cento è una sala da The particolare. I camerieri sono ragazzi disabili, ma vi assicuro che trasmettono un grande “calore”, ti fanno sentire bene nella loro semplicità. Oltre al The si possono gustare dolci artigianali buonissimi, biscottini ecc. Un locale rilassante, non grande ma strutturato bene, e per il The… circa 100 varietà! Il mio preferito è il The alle violette. Il progetto è stato portato avanti dall’Associazione Oltre – Tutto, e da alcuni genitori di questi ragazzi disabili, che mi ripeto, trasmettono tante cose positive nella loro semplicità e dolcezza.
Ricordo il giorno dell’inaugurazione, il 24 marzo 2018, era presente l’allora monsignor Matteo Maria Zuppi, ora Cardinale. I ragazzi erano commossi, dal viso di alcuni di questi ho visto scendere delle lacrime di felicità, all’istante ho sentito come fosse molto importante questo locale per i ragazzi, che finlmente avvno un luogho loro dove lavorare e socializzare con le persone. Al di là della grande varietà di the, nonché della loro bontà, è molto importante il valore sociale della sala da Tè. Trovare il locale a Cento è semplicissimo, si trova nella via princilale della città, in corso del Guercino n°2, a fianco del cinema Don Zucchini.
Gli orari d’apertura sono diversi da altri locali quali cafetterie o pasticcerie, ma consultando la loro pagina Facebook: Da Tè – Sala da Tè Solidale, potete prenderne visione.
Concludo dicendo: per me un piccolo angolo di Paradiso questa sala da Tè.

Portobello l’emporio Solidale Modena

Dal 2017 Porta Aperta coordina le attività dell’Emporio Sociale Portobello, un progetto di comunità che coinvolge numerose associazioni del territorio, il Comune di Modena e diverse aziende locali e nazionali. È un supermercato speciale, dove possono fare la spesa famiglie in temporanea difficoltà economica, selezionate dai servizi sociali del Comune di Modena, utilizzando un budget di punti associati al codice fiscale.
È gestito interamente da volontari e propone ai beneficiari di impegnarsi in attività di volontariato presso il market o in altre associazioni; i suoi destinatari ricevono anche consulenze sulla gestione del bilancio familiare, con l’obiettivo di fornire gli strumenti per ripartire prevenendo situazioni di povertà cronica.
Da quando è nato, nel 2013, Portobello ha raggiunto 1838 famiglie e 6619 persone.

Scopri di più su www.portobellomodena.it o contattaci: info@portobellomodena.it
Fonte articolo e fotografia il sito internet:
https://www.portaapertamodena.it/campaigns/portobello-lemporio-sociale-di-modena/
Sul medesimo sito internet, potete vedere come contribuire al progetto.

Bologna il Bar Senza Nome

Esiste un bar nel cuore di Bologna dove comunità e condivisione assumono un significato speciale: è il “Bar Senza Nome”, un locale molto speciale situato in via Belvedere 11/B, nella zona del Mercato delle Erbe.  Il bar è stato fondato nel 2012 da Sara Longhi e Alfonso Marrazzo, due volenterosi ragazzi sordi, e da allora è diventato un punto di ritrovo dove è possibile sfidare i pregiudizi e favorire l’integrazione e il dialogo con le persone non udenti. Il bar è infatti il primo locale a Bologna dove il personale è interamente composto da persone non udenti. 

Come funziona il bar?
Per i clienti è possibile ordinare in due modalità: possono rivolgersi al bancone e chiedere l’ordinazione nella Lingua Italiana dei Segni ricevendo uno sconto alla cassa, o i più timidi possono recarsi nell’ “Angolo del cocciuto”, una bacheca con i vari nomi delle pietanze e delle bevande annotati su dei bigliettini che si possono poi staccare e consegnare al bancone. 
Particolarmente curioso risulta anche il menu, in cui sono presenti piatti con i nomi di amici e collaboratori dei due fondatori ed è possibile scegliere tra “cene a cappello”, serate a tema dove lo chef propone un suo piatto come se fosse un artista di strada, merende domenicali e una offerta di vini locali.
Ai tavolini presenti all’interno o allestiti in strada non è raro vedere i clienti cimentarsi nella lingua dei segni, imparare e praticare un linguaggio poco conosciuto e contribuire così ad abbattere la divisione tra udenti e non udenti. 

Non solo un bar
Particolarmente curioso risulta anche il menu, in cui sono presenti piatti con i nomi di amici e collaboratori dei due fondatori ed è possibile scegliere tra “cene a cappello”, serate a tema dove lo chef propone un suo piatto come se fosse un artista di strada, merende domenicali e una offerta di vini locali.Ai tavolini presenti all’interno o allestiti in strada non è raro vedere i clienti cimentarsi nella lingua dei segni, imparare e praticare un linguaggio poco conosciuto e contribuire così ad abbattere la divisione tra udenti e non udenti. 
Oltre all’area ristoro, il “Bar Senza Nome” dispone di una sala lettura, di uno spazio dedicato all’allestimento di mostre e di un area concerti. Il bar offre anche vari corsi, organizza laboratori e rassegne d’arte in collaborazione con l’associazione culturale Farm. 
Si tratta quindi di un circolo culturale, un luogo di scambio e condivisione di idee e pensieri dove due linguaggi così diversi come quello visivo e quello vocale entrano in contatto.

Cosa aspetti a provare questo interessante locale e ad immergerti in un nuovo linguaggio? Fai un salto al “Bar Senza Nome” e condividi con i social la tua esperienza taggandoci a turismo.bologna.it

Fonte articolo sopra: https://www.turismo.bologna.it
Il video del Bar Senza Nome è stato preso da YouTube

Associazione Nonna Roma

Nell’immaginario collettivo di Roma, la nonna è quella figura un po’ burbera, ma sempre pronta ad accoglierti quando hai bisogno di sentirti a casa. La nonna si prende cura di te senza troppe domande, se non non un classico: “fijo mio come te sei ridotto! ma non magni bello de nonna?
Il 31 maggio 2017 all’interno del circolo Arci Sparwasser, e sostenuta da un folto gruppo di ragazzi e ragazze, nasce l’idea di realizzare un banco del mutuo soccorso con l’intento di provare a fornire risposte materiali alle condizioni precarie in cui vivono migliaia di persone nella nostra città. Il progetto, fortemente sostenuto dal Comitato Arci di Roma e dalla Cgil di Roma e del Lazio, si pone l’obiettivo di contrastare la povertà e le disuguaglianze economiche e sociali. L’abbiamo chiamato “ Nonna Roma ”, poiché nell’immaginario collettivo la nonna è quella figura che dispensa solidarietà e sostegno e rappresenta sempre più spesso un pezzo di welfare individuale e sociale indispensabile, che oggi manca a molti, ma che non spetta alle nonne colmare.
Nonna Roma ha un focus specifico sull’alimentazione e i problemi legati all’accesso ai beni di prima necessità , pertanto si struttura in primo luogo come banco alimentare di mutuo soccorso a finalità perequativa, raccogliendo e distribuendo generi alimentari e prodotti per l’igiene personale alle famiglie in condizioni di povertà assoluta o relativa. Partendo dal cibo come punto di accesso e di intercettazione del bisogno della comunità, l’associazione ha attivato una rete di servizi intorno alla persona, per permettere agli utenti di uscire da una condizione di disagio e marginalità economica e sociale .
A tal fine è stato attivato uno sportello di consulenza legale che si occupa principalmente del tema abitativo e del diritto alla casa, seguendo gratuitamente le pratiche di sfratto delle famiglie e facendo da tramite tra privati e istituzioni. L’assistenza legale gratuita si estende anche alla risoluzione di altre problematiche legali e stragiudiziali: in collaborazione con i servizi Caf e Inca Cgil sono offerte assistenze previdenziali e disbrigo di pratiche burocratiche.
L’associazione organizza, inoltre, numerose attività ludico-ricreative e culturali durante il corso dell’anno, come la tombolata natalizia, la sfilata di carnevale, il torneo di calcio popolare e il “Cinemaperto”, una rassegna itinerante di proiezioni cinematografiche. È infatti convincimento associativo che la povertà vada contrastata sviluppando anche occasioni di socialità tra le persone che tendono talvolta a produrre su loro stessi e sulle proprie famiglie quel tipico isolamento sociale che colpisce le persone ed i nuclei familiari in disagio economico. Infine l’associazione si occupa attivamente di povertà educativa e dispersione scolastica e a tal fine organizza ogni anno: l’iniziativa “Matita sospesa” per la raccolta e distribuzione di materiale scolastico, e “Fuoriclasse” , progetto di doposcuola popolare per bambini e ragazzi dalle scuole primarie alle medie superiori.

Fonte articolo la pagina internet dell’Associazione “Nonna Roma”, in cui potete leggere delle iniziative in corso, e volendo come contribuire ad esse: https://nonnaroma.it/chi-siamo/



La Lanterna di Diogene

Il video sopra e l’articolo sono stati presi da sito internet della Lanterna di Diogene: http://www.lalanternadidiogene.org/

La Lanterna di Diogene” è una cooperativa sociale, nata dai sogni di alcune persone per dare risposta al desiderio che quasi tutti esprimono quando devono affrontare il mondo del lavoro: fare un lavoro che piace, che dia soddisfazione, fatto insieme a persone con le quali si sta bene.
Volevamo costruire un’attività dove potessero lavorare anche persone con problemi, (sindrome di down, psicosi, paralisi cerebrale infantile), dove il lavoro fosse costruito insieme cercando di andare incontro agli interessi dei collaboratori.
Così abbiamo iniziato a pensare cosa ci piaceva fare: coltivare la terra, allevare gli animali e trasformare tutto questo in piatti da offrire ai clienti in una osteria. Nel 2003 è nata la cooperativa, la fattoria con allevamento di animali (galline, maiali, pecore, capre) e la coltivazione di ortaggi e alberi da frutta, un vigneto di trebbiano per la produzione di aceto balsamico tradizionale di Modena.
Nel 2006 inaugura l’osteria dove tutto quello che ci dà la terra viene trasformato in piatti da offrire agli avventori, la nostra cucina è quella tipica emiliana, semplice e genuina, con sapori ormai dimenticati, un luogo legato alle tradizioni e allo scambio dove incontrare la diversità. I prodotti che non provengono dalla nostra azienda vengono selezionati tra agricoltori vicini che con passione producono salvaguardando il territorio.

Il Tortellante

Da un’idea a una concreta opportunità di lavoro
La storia di Tortellante inizia all’interno di Aut Aut Modena, l’associazione che promuove e coordina progetti di formazione, assistenza e raccolta fondi per il sostegno alle famiglie con persone autistiche nella provincia di Modena.
Il progetto pilota si è avviato nel gennaio 2016 dimostrando da subito ottimi risultati, certificati anche dall’equipe scientifica coordinata dal prof. Franco Nardocci e dagli psicologi Alessandro Rebuttini e Martina Rossetti. Tutto è svolto sotto la regia dello chef Massimo Bottura e di sua moglie Lara Gilmore, che partecipano spesso alle attività in prima persona.
Nel corso dei due anni successivi il progetto è stato affinato per migliorare la compatibilità tra prestazioni richieste per la confezione della pasta fresca e i requisiti specifici dell’autismo. Sono state inoltre rafforzati i contatti con le Istituzioni, con le famiglie e con la rete di sostenitori sul territorio, oltre a diffondere il progetto sui media locali e nazionali.
Nell’autunno 2018 si è costituita l’Associazione di Promozione Sociale, con la inaugurazione della nuova sede in una zona centrale della città, ristrutturata ed attrezzata grazie all’impegno e il finanziamento delle famiglie e di sponsor privati. L’iniziativa, nata come una terapia abilitativa e formativa, può ora rappresentare una concreta opportunità di lavoro per i ragazzi, oltre a una “palestra di autonomia” volta ad affrontare con maggiori strumenti il Dopo di Noi.

La rivoluzione tranquilla

Tortellante è laboratorio, scuola di autonomia, luogo di riposo, un centro di socializzazione, anni di sperimentazione, 24 famiglie coinvolte, uno staff scientifico, tanti volontari, una produzione di qualità.
Tortellante è un casa residenza, un laboratorio, un negozio di vendita, un luogo di riposo, un centro di socializzazione, 3 anni di sperimentazione, 24 famiglie coinvolte, uno staff scientifico, tanti volontari,una produzione di qualità.
Tortellante è un progetto unico al mondo nel suo genere, capace di cambiare le cose in modo positivo e virtuoso.
Tortellante permette, per la prima volta, di tracciare il futuro dei ragazzi autistici attraverso
la produzione di un’eccellenza della tradizione gastronomica modenese: la pasta fresca.
Una pasta piena di cultura, bellezza, condivisione, relazione, crescita sociale.
Scegliere Tortellante è un’azione di libertà e cambiamento.

Tortellante fa i tortellini con le mani e con il cuore

Un piatto ricco e famoso.

I tortellini sono una pasta ripiena tipica del modenese e conosciuta ormai in tutto il mondo. Sono caratterizzati dal gustoso ripieno racchiuso in una sottile pasta sfoglia all’uovo, manipolata da mani abili e capaci di modellarla in una particolare forma che la leggenda vuole simile all’ombelico di Venere. La tradizione li considera un piatto obbligatorio nei giorni di festa, serviti in brodo fumante. Oggi il loro consumo è diventato più quotidiano e si sono affermate nel tempo varianti “asciutte” come serviti in crema di parmigiano.

Come sono fatti.

I tortellini sono una pasta fresca ripiena, composta da un piccolo riquadro di pasta all’uovo su cui  viene posto un po’ di ripieno, ripiegato e sigillato a triangolo. La tipica forma “ad ombelico” si ottiene sollevando leggermente la punta e attorcigliando i due lembi attorno al dito, come in un piccolo abbraccio.
La pasta si prepara con uova fresche e farina di grano tenero; la proporzione è di circa 10 uova (peso 520 g sgusciate) per ogni kg di farina. Meglio  lasciare riposare l’impasto per almeno 30 minuti, ben sigillato in un sacchetto per non prendere aria, prima di tirarla a mattarello o a macchina. La sfoglia va poi tagliata a quadretti di circa 4 cm subito prima di confezionare i tortellini.
La ricetta e la preparazione del ripieno dei tortellini ha tantissime varianti, che mutano non solo da città a città, ma anche in base alle tante tradizioni che si tramandano in famiglia. Si usa dire che c’è una diversa ricetta “per ogni pianerottolo” ! Una regola vale su tutte: servono ingredienti di freschi, nostrani, di qualità. Ciò premesso, il ripieno dei nostri tortellini è composto da: 1/3 lombo di maiale a pezzettoni, 1/3 misto tritato di prosciutto crudo e mortadella, 1/3 Parmigiano Reggiano grattugiato, noce moscata, sale. La carne va scottata senza l’aggiunta di grassi, successivamente tritata e subito amalgamata a caldo con il trito di salumi. Si aggiunge sale e noce moscata e si fa raffreddare per bene. Infine si mescola il tutto con il Parmigiano. Il ripieno deve raggiungere una consistenza plastica, non troppo fine (tipo patè) ne’ troppo grossolana (tipo salsiccia).

Una bella storia.

Bologna e Modena si contendono da secoli a paternità del tortellino. E proprio per metterle d’accordo, una pubblicazione umoristica del secolo scorso pose i suoi natali al confine delle due province, a Castelfranco Emilia. Qui – dice la leggenda – in tempi remoti il locandiere della “Dogana”, sbirciando da una serratura, intravvide l’ombelico di una nobildonna sua ospite e, rimasto estasiato, volle dare vita ad un piatto che gli ricordasse quella bella visione anche a tavola.
Un’altra storia si rifà ai versi della “Secchia Rapita” di Alessandro Tassoni e a un fatto mitologico. Racconta, infatti, che ai tempi della “Secchia”, Venere, Bacco e Marte, reduci dai campi di battaglia, una sera trovarono riposo presso la locanda “Corona”. Il mattino successivo, Marte e Bacco partirono presto, lasciando da sola la dea dell’amore, che ancora dormiva. Venere, quando si svegliò e non vide più i due amici, suonò spaventata il campanello, facendosi sorprendere ancora discinta dall’oste accorso, che rimase impressionato dalle sue bellissime forme. Ritornato in cucina, dove aveva preparato una sfoglia, ne strappò un pezzo di cui si servì per fare tanti quadretti. Li riempì di pesto e, ripiegatili, li arrotolò sul dito, traendone uno stampo simile all’ombelico di lei.
La verità è che probabilmente fu una “rezdora”, la massaia della casa,  decidere di chiudere così i tortellini per evitare che durante la cottura il ripieno si “perdesse” nel brodo e restasse invece ben legato al suo involucro di sfoglia.
Il “padre” delle moderne ricette del tortellino può essere considerato Pellegrino Artusi che, nel libro del 1891 “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, fissa gli standard per la classica produzione di questa pasta ripiena.

Fonte articolo Tortellante: https://www.tortellante.it/chi-siamo/la-storia/

PizzAut

Cos’è PizzAut

PizzAut è la pizzeria gestita da ragazzi autistici. È un laboratorio di inclusione sociale e contemporaneamente un modello che offre lavoro, formazione e dignità alle persone autistiche.
In Italia ci sono 600.000 persone con autismo e nessuno di loro è inserito nel mondo del lavoro, NOI PENSIAMO CHE UN ALTRO MONDO SIA POSSIBILE.

Perchè mangiare la pizza da noi?

SEMPLICEMENTE perché la pizza è buonissima, con ingredienti di primissima qualità e a filiera corta…
Perché mangerai in un ambiente curato ed inclusivo, dove si nutre il corpo ed anche l’anima…
Perché pensi che la diversità sia un valore…
Perché da vicino nessuno è normale…
Perché si può mangiare Molto Bene facendo del Bene…
Fonte articolo sopra e fotografia, il sito internet: https://www.pizzaut.it/progetti-speciali/
Consultando il sito nternet di PizzAut, potete leggere moltre altre notizie su questo importante progetto